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Carta data a frate Leone è l'autografo conservato nella
cappella delle reliquie della Basilica di San Francesco in Assisi.
La piccola pergamena, pervenuta a noi ripiegata in quattro e sgualcita,
per essere stata portata gelosamente addosso dal destinatario
sino alla sua morte (1271), presenta due piccoli testi: su di
un verso le Lodi di Dio altissimo, in una successione di infuocati
e teneri attributi; nell'altro la Benedizione a frate Leone, con
la formula usata da Mosé e da Aronne per benedire i figli
d'Israele e contrassegnata da un vigoroso Tau come segno di croce,
iscritto nel nome di Leone.
Secondo quanto tramandato da Tommaso da Celano (II Cel., n. 49)
e dalle annotazioni che frate Leone stesso, di proprio pugno,
appose con inchiostro rosso al di sopra della predetta Benedizione,
è possibile datare lo scritto al settembre 1224, dopo l'impressioni
delle stimmate sulla Verna.
LODI DI DIO ALTISSIMO
Tu sei santo, o Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, tu sei grande, tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, tu Padre Santo, re del cielo e della
terra.
Tu sei trino e uno, Signore, Dio degli dei.
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo
e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,
Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza,
Tu sei giustizia,
Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.
Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la
nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna,
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.
BENEDIZIONE A FRATE LEONE
Il Signore ti benedica e ti custodisca,
mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
Rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace.
Il Signore benedica te, frate Le T
one!
Frate Leone, esperto amanuense, nello stesso foglio, in inchiostro
rosso, annota:
Il beato Francesco, due anni prima
della sua morte, fece una quaresima sul monte della Verna, ad
onore della beata Vergine Maria, Madre di Dio e del beato Michele
arcangelo, dalla festa dell'Assunzione di santa Maria Vergine
sino alla festa di san Michele arcangelo; e la mano del Signore
fu su di lui mediante la visione e le parole del serafino e
l'impressione delle stimmate di Cristo sul suo corpo. Compose
allora queste Laudi, che sono scritte sul retro di questo foglio,
e le scrisse di sua mano, rendendo grazie al Signore.
Sotto il testo di Francesco, frate Leone, sempre in inchiostro
rosso, aggiunge:
Il beato Francesco scrisse di suo
pugno questa benedizione per me, frate Leone.
Infine, sotto il Tau cum capite, ancora in rosso, il compagno
del Santo scrive:
Allo stesso modo fece lui, di sua
mano, il segno del "Tau cum capite".
di Paolo Rossi
paolorossi62@libero.it
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